it
IT

Cortina olimpica, 1956-2026: un “ritorno al futuro” raccontato nei territori

Milano-Cortina, ma anche Longarone, Padova, Verona. Quelle che si stanno per aprire sono le Olimpiadi e Paralimpiadi più diffuse della storia, con sette sedi di gare e di cerimonie e un’area coperta di 22mila chilometri quadrati tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Un viaggio nello spazio, inedito per ampiezza, ma anche nel tempo: per Cortina d’Ampezzo, infatti, i Giochi invernali del 2026 sono un “ritorno al futuro” che riporta a 70 anni fa, quando la località dolomitica ospitò i VII Giochi olimpici invernali, la prima manifestazione olimpica a tenersi in una città italiana, quattro anni prima di Roma 1960.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Fondazione Cortina (@fondazionecortina)

Era l’Italia dell’inizio del miracolo economico e quell’evento – rimasto alla storia come “Olimpiadi della rinascita” dopo gli anni bui della guerra – contribuì a costruire il mito di Cortina come località meta di turismo esclusivo nell’immaginario internazionale. Oggi, in un contesto molto diverso, i Giochi invernali ritornano con nuovi significati. Quali? A stimolare il confronto e la riflessione è la mostra immersiva “Sport e montagna tra tradizione e innovazione. Cortina d’Ampezzo. Le due Olimpiadi”, anch’essa itinerante, che ha toccato diverse località venete: partita da Longarone Fiere Dolomiti, nel giugno 2025, ha toccato poi Padova, negli spazi fieristici di Padova Hall, in ottobre, e infine Verona, in gennaio, nella sede della Camera di Commercio, dove è visitabile fino all’8 febbraio (tutti i giorni dalle 10 alle 18). Un viaggio che Blum ha accompagnato curandone le media relations, la moderazione degli eventi inaugurali e il racconto sui social.

Promossa da Regione del Veneto, Comune di Cortina d’Ampezzo, Longarone Fiere Dolomiti, Fondazione Cortina, Venicepromex e Sistema Camerale Veneto, l’esposizione è caratterizzata da un mix di ambienti immersivi multimediali e oggetti storici: tra questi una fiaccola olimpica originale del 1956, affiancata a quella del 2026, un esemplare di bob degli anni Cinquanta, poster e fotografie, progetti e plastici degli impianti sportivi e delle altre opere connesse, dalle strade ai centri commerciali.

A punteggiare il racconto sono poi diversi video d’epoca, tra cui cinegiornali e filmati dell’Istituto Luce, che raccontano l’epopea turistica e mondana di Cortina e i protagonisti della prima olimpiade ospitata ai piedi delle Tofane. La mostra, curata dall’architetto Ugo Soragni, è strutturata in sei spazi dedicati a “Lo scenario dolomitico e la conca ampezzana”, “La Regina delle Dolomiti tra natura, sport e mondanità”, “Cortina 1956: l’Olimpiade della rinascita”, “L’apertura dei Giochi: tra tradizione e nuove tecnologie di comunicazione”, “Le competizioni, i protagonisti, le vittorie” e “Cortina 2026: l’Olimpiade verde”.

Cosa possiamo fare per te?
Scrivi a segreteria@blum.vision o usa il form qui sotto.
Parliamone