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Fiere: il “new normal” è il modello piattaforma

Nella dinamica delle ripartenze anche il sistema fieristico, pesantemente messo alla prova dal periodo pandemico, può finalmente riprendere il cammino (con qualche aiuto). Nella lunga pausa forzata, le fiere italiane hanno cercato nuove soluzioni digitali per mantenere attive le community legate alle diverse manifestazioni di settore.

Con modalità analoghe a quelle del comparto degli eventi, nuovi format si sono pian piano affermati, contribuendo a trasformare appuntamenti “once in a year” in vere e proprie piattaforme dove l’appuntamento espositivo annuale rappresenta il momento apicale di un percorso ininterrotto fatto di eventi digitali, piccoli servizi di consulenza, occasioni di matching e piattaforme informative sempre più cross-mediali, che al di là dei classici contenuti testuali (report, news di aggiornamento, segnalazione di opportunità) propongono video, infografiche, podcast.

Non lasciarsi spiazzare dalla doppia accelerazione

Questa “annualizzazione” del modello fiera è decisamente il più evidente tra gli effetti della doppia accelerazione (Alberto Mattiello docet) imposta dalla contingenza pandemica e dalle opportunità offerte dal digitale. Nella nuova normalità, insomma, una fiera dev’essere prima di tutto una piattaforma capace di imporsi come punto di riferimento – informativo, formativo, di match- e business-making – nel comparto di riferimento.

Blum lo ha sperimentato in prima persona mettendo a punto il modello City Vision, progetto promosso assieme a Fiera di Padova. Nata a inizio 2020 come salone “fisico” in programma nel dicembre dello stesso anno, questa iniziativa destinata a raccontare i nuovi modelli di città intelligente e a far incontrare pubblici decisori e imprese che offrono tecnologie e servizi smart si è immediatamente evoluta in un sistema di eventi digitali e notizie, con un bouquet articolato di contenuti. Paradossalmente, l’assenza di un evento fisico ha accelerato il posizionamento di City Vision sul piano nazionale.

Nascita di una community: l’online elimina la barriera d’accesso

L’assenza della barriera all’accesso (la necessità di spostarsi a Padova per tre giorni) ha portato una fetta molto più ampia di target ad accettare di investire tempo e risorse per prendere parte ad almeno uno degli appuntamenti proposti e ad entrare a far parte della community di City Vision.

La prossima evoluzione, con il ritorno a un evento fisico che auspicabilmente programmeremo per il mese di dicembre 2021, sarà permettere a questa community, già attivata e sensibile ai temi della città intelligente, di incontrarsi per fare rete, progetti, business.

Meno vanity metrics, più incontri significativi

Ed è questo il secondo cambiamento-chiave. L’evento fisico dovrà cambiare pelle. È esperienza di ciascuno di noi, oggi, percepire con più evidenza la portata, l’investimento che la partecipazione a un appuntamento in presenza richiede. Ci sono giornate lavorative da dedicare, tempi di trasferta da calcolare, costi di viaggio e alloggio da prevedere. Una partecipazione costosa che, dunque, deve essere “worth it”. Ne deve valere la pena.

Deve essere significativa. In che modo? Dal mio punto di vista, con meno convegni e più tavoli ristretti, meno platee oceaniche e più occasioni di incontro faccia a faccia, uno a uno. Meno vanity metrics e più occasioni concrete di stringere alleanze, di avviare progettualità condivise, di fare affari.

La proposta di valore dell’Innovation Village

Occasioni concrete come quella dell’Innovation Village, i villaggi dell’innovazione che Blum organizza per alcuni enti fieristici italiani. La proposta di valore del village – mettere in dialogo gli attori maturi del mercato con startup e innovatori capaci di offrire nuove soluzioni – si inserisce perfettamente in questa nuova normalità.

Progetto Fuoco Startup Award 2020

E sui prossimi appuntamenti (come ad esempio i village di Barnext a Padova o di Progetto Fuoco a Verona) il trend che Blum registra mostrano un’alta attenzione sia da parte delle startup, motivate a cercare partner consolidati sul mercato, sia da parte delle aziende, più propense a cercare prodotti, servizi e modelli alternativi dopo la vigorosa spinta al cambiamento provocata dal Covid-19.

Tre lezioni che resteranno

E l’esperienza digital? Rimarrà, sia in forma autonoma che come spin-off dell’evento fisico. E sarà utile soprattutto per tre cose:

  • Propagare contenuti, approfondimenti, notizie a un pubblico più vasto;
  • Allungare la curva della notiziabilità dell’evento-fiera;
  • Alimentare e consolidare la community legata alla fiera, prepararla all’evento fisico, motivarla ad essere parte attiva in un percorso di aggiornamento, comunicazione, crescita continui e condivisi.

 

Domenico Lanzilotta
Giornalista e imprenditore, co-founder di Blum

 

Foto di copertina: lo studio di un evento digital di City Vision. Foto interna: premiazione di Blucomb al Progetto Fuoco Startup Award 2020

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