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Blum è communication partner della prima European Scaleup Conference in Italia

Quante sono le Scaleup in Europa? Quali sfide affrontano? E come è possibile abilitarle al successo per renderle realmente protagoniste della crescita economica del Continente? Da queste domande è partita, e attorno a queste domande si è svolta, il 10 e 11 giugno a Roma, alla Luiss Business School a villa Blanc e nell’Hub di Zest la seconda edizione della European Scaleup Conference organizzata dall’European Scaleup Institute (ESI), realtà formata dalle principali business school d’Europa. La Conferenza è stata organizzata per la prima volta in Italia. Come communication partner Blum ha seguito tutta la comunicazione della Conferenza, supportando le relazioni con i media.

Durante la due giorni, mondo della ricerca e delle imprese si sono confrontati sulla situazione oggi in Europa e in Italia del mercato imprese in scalata e su cosa serva per incrementarlo. Si sono confrontati tra gli altri Matteo Berlucchi (CEO Healthily, serial entrepreneur), Enrico Fili (CDP – Cassa Depositi e Prestiti Ventures), Marco Gay (Zest, Accelerator & VC), Roberto Magnifico (Zest, Accelerator & VC), Paolo Cellini (Deep Ocean Capital), Valerio Caracciolo (Italian Angels for Growth), Francesco Cerruti (Italian Tech Alliance), Ludger Odenthal (European Comission), Andrea Chirolli, (CEO Futura), Victor Ranieri (Co-Founder Casavo). E ancora Christian Lechner (Luiss Business School, hosts ESI conference 2024), Joris Ebbers (Luiss Business School), Euclides Major (Nova, Lisbona), Dimo Ringov (ESADE, Barcelone), David Sluss (ESSEC, Nice), Jonathan Levie (Galway), Veroniek Collewaert (Vlerick, Bruxelles), Leonardo Fuligni (RMS, Rotterdam), Dries Faems (WHU, Vallendar).

Durante la Conferenza è stato presentato per la prima volta un innovativo tool in grado di monitorare in tempo reale l’andamento del mercato europeo delle imprese in crescita. Grazie all’European scaleup monitor scopriamo quindi che attualmente in Italia ci sono 818 scaleup, la gran parte delle quali si trova in Lombardia (218), seguita dal Lazio (116). La media delle imprese scaleup italiane in relazione a tutte le aziende osservate è di 0,54%. Dal confronto con gli altri Stati europei, emerge l’assenza dell’Italia nelle top10 dei Paesi in cui ci sono più imprese in scalata. L’Italia rientra, invece, nelle prime dieci posizioni per la presenza di aziende “superstar”, ovvero imprese che registrano un forte accrescimento ma, a differenza delle scaleup, sono sul mercato da più di 10 anni.

“I dati diffusi nella seconda European Scaleup Conference – ha commentato nel corso della conferenza Christian Lechner, Associate Dean for Research della Luiss Business School e membro dell’European Scaleup Institute – certificano, che nonostante l’aumentato entusiasmo e attenzione verso le scaleup, c’è un calo piuttosto costante nella presenza relativa di tutti i tipi di imprese a rapida crescita in tutta Europa. Questo indica che c’è ancora molto lavoro da fare se vogliamo che il “vecchio continente” diventi veramente un ecosistema competitivo per le scaleup. Inoltre viene certificato il gap italiano nella crescita delle scaleup e, ancor di più, nel garantire il contesto per lo sviluppo di imprese unicorno (imprese che hanno raggiunto una valutazione di mercato superiore a un miliardo di dollari, pur non essendo quotate in borsa, ndr). Il punto è che di startup si parla moltissimo ma nessuno o quasi – compreso il mondo istituzionale – si occupa di scaleup. E il rischio, che si deve scongiurare, è che si promuova molto il mondo delle startup facendosi di fatto sfuggire potenziali scaleup che poi possono diventare appunto unicorni”.

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